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日志


7月1日

impaziente.

Il treno rallenta, fischiando, raschiando contro le rotaie, incandescente sotto il sole rovente, ed infine si ferma nella stazione di Parma. Una ragazza con il naso leggermente schiacciato rivolge uno sguardo fugace verso il finestrino, mordendosi un labbro; poi si mette più comoda, più per abitudine che per necessità, data l'aria condizionata che è funzionante nel vagone. Di fronte a lei è seduto un uomo vestito completamente di nero, dagli stivali, ai pantaloni a tre quarti, fino alla maglietta e allo smanicato in pelle, e persino i lunghi capelli e l'ingombrante barba. Le porte si aprono, la gente scende e sale, ma non succede nulla. I minuti iniziano a passare, uno, due, cinque, dieci, e ancora nessun segno di vita. La ragazza inizia a sbuffare, visibilmente irritata, borbottando parole senza vero senso compiuto, in un distinto accento pugliese. Di fronte a lei, il Barbone pare non reagire, perso nei suoi pensieri, ma quando la Meridionale insiste non si lascia sfuggire l'occasione di scambiare due parole.
- Sempre in ritardo, e io adesso perdo la coincidenza, e come faccio a tornare a casa?
- Dove deve cambiare?
- A Bologna
- Quanto ha di coincidenza?
- Eh, dovrebbero essere ventitrè minuti, e ormai è almeno un quarto d'ora che siamo fermi!
Le suona il telefono, risponde. Continua a farfugliare, sono ferma in stazione, sempre i treni in ritardo, non ci sono più le mezze stagioni, eccetera. Di fianco a lei passa una donna, di una certa età ma vestita con stile e atteggiata da Snob, che si infila nello scompartimento successivo. Passano veloci, sonnecchiosi, altri minuti, finché la porta dello scompartimento si apre, e la Snob ritorna, in un'accesa discussione con una seconda persona.
- Ma insomma, non è possibile, non posso tardare, devo essere a Ferrara assolutamente in orario, non posso permettermi di tardare!
- Signora, non so che cosa dirle, qu...
- Mi aspetto come minimo un rimborso per il ritardo accumulato!
- Senta, lo vuole sapere che cos'è successo? Una persona si è buttata sotto un treno: non dipende da noi.
La Snob si zittisce e torna al suo posto continuando ad imprecare a voce sempre più bassa, mentre il Controllore fa per girarsi. La Meridionale lo ferma.
- Mi scusi, secondo lei ce la faccio a prendere la coincidenza a Bologna? E' l'Eurostar per Bari
- Signorina, guardi, non lo so. Potremmo stare fermi anche una o due ore, dipende se sono bloccate entrambe le rotaie, o da quanto ci mettono a fare tutti i controlli del caso.
- Ma secondo lei, e altrimenti, che cosa posso fare?
- Per il momento niente, solo aspettare. Non lo so neanche io.
Il Controllore scompare, prima che altri se la prendano con lui, ma la Meridionale continua a borbottare preoccupata.
- Un suicida, proprio sotto un treno. Che inciviltà.
Il Barbone interviene volentieri.
- Poveretto, magari era infelice, una forte depressione, un grosso problema...
- Certo, certo, ma è insensato recare anche disturbo agli altri, qual'è il guadagno?
- Eh, ma magari è un problema antropologico, una necessità di attirare l'attenzione, o semplicemente non ha pensato alle conseguenze.
- In ogni caso è incredibile, insomma, se vuoi morire vai da un'altra parte, un minimo straccio di coscenza, di buonsenso..!
Dietro di loro, nello scompartimento affianco, un ragazzo e una ragazza erano seduti, ed avevano seguito attentamente lo svolgersi dei fatti. Non sembrano particolarmente di fretta, più che altro comprensivi. Lei prende il cellulare e risponde ad una chiamata.
- Ciao ma', sì, siamo fermi a Parma, il treno è fermo perché un tale si è suicidato, non so bene quando arriveremo... sì... sì... no, no aspetta, ecco, stiamo ripartendo, magari ci risentiamo più tardi... ok... a dopo.
- Che dice mamma?
- Eh, è partita e da casa cinque minuti fa, adesso vediamo quanto ci mettiamo e dopo risentiamo se ci incontriamo a Bologna o viene a prenderci più vicino.
Il Fratello tace qualche secondo, come per cambiare argomento.
- Sai, stavo pensando, sulla caratteristica che contraddistingue ogni suicida.
- La disperazione
- Ecco, no, nel senso... non esattamente. Cioè, certamente c'è anche una componente di disperazione, ma non penso sia sempre la più influente.
- Dis-perazione, sì, se avessi anche solo un barlume di speranza non lo faresti.
- Ecco, non so, non sono sicuro. Cioè, non sempre e comunque...
La Sorella tace qualche istante, poi chiede.
- Tu a che cosa pensavi?
- Penso, direi l'impazienza. Penso che contraddistingua ogni suicida. Un suicida in certo senso, tutto sommato, è sempre un impaziente.
- Mah, secondo me è più la disperazione, almeno la maggior parte delle volte.
- Sì, sì, ok, ma intendo, c'è sempre una componente di impazienza. Della serie, aspetta di vedere come va a finire, che fretta hai di sapere che cosa c'è?
- Hai presente quella sensazione, quando sei sul binario e passa un treno in transito...
- Sì, è come essere a un passo dall'infinito.. Ma proprio per questo dico: che fretta c'è?
Ancora qualche minuto, finché il treno non arriva ad una minuscola stazioncina sperduta, e si ferma nuovamente.
Il cliché si ripete, la Meridionale si lamenta, il Barbone Filosofo tenta di confortarla, la Snob si alza, irritata e irritabile.
Passano altri minuti, il clima si scalda nonostante il condizionatore a palla; anche una Straniera, una donna probabilmente africana, si alza avvicinandosi allo scompartimento centrale, mentre dall'altra parte si avvicina il giovane Controllore, sempre più in imbarazzo e agitato. In un attimo viene sommerso dalle domande.
- Quanto ritardo abbiamo? Quando ripartiamo? Saremo rimborsati? Perché non si riparte? Adesso che cosa succede? Le coincidenze a Bologna aspetteranno?
- Non lo so, non dipende da me, non dipende da noi. Ripartiremo quando verranno fatti i controlli, più avanti, quando la strada sarà liberata. Le coincidenze no, non aspettano un ora e mezza, se sono dieci minuti sì, ma non un ora.
La Snob interviene, sempre più caustica.
- Ma perché non si può passare?
- Signora, ci sono i pezzi del morto tra i due binari, il torso da una parte e le gambe dell'altra. Che cosa vuole che facciamo, ci passiamo sopra? Secondo lei l'ho spinto giù io?
- Ma almeno sapere se prenderemo le coincidenze!
- Signora, pensa che se lo sapessi non glielo direi? Pensa che sia così cattivo da tenerglielo nascosto? Le ho detto che non lo so, non dipende da noi!!
A questo punto anche la Straniera prende la parola.
- Ma che cosa è successo?
- Una persona si è buttata sotto un treno.
- Perché?
- Perché?! Eh, non aveva più voglia di vivere...
Il Fratello non riesce a trattenere una risata.

Qualche ora più tardi, il treno raggiunge la stazione di Bologna, dopo aver accumulato 90 minuti di ritardo.

Réquiem ætérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.

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