Carlo 的个人资料Carlo's Place日志列表 工具 帮助

日志


8月30日

Rain.

Una partita a pallone, niente di che. Poi due chiacchere davanti a una serie di film inutili. Qualche discorso interessante, alcune cose molto belle. Infine una serie di uno contro uno, ai minigiochi di shrek per ps2. Una vittoria schiacciante, seguita da un leggero cerchio alla testa. Esco dalla porta, grazie di tutto, mi sei mancato questa settimana, ci sentiamo presto.
E quel rumore. Quel tamburellare rapido, incessante e tuttavia melodioso, quasi come le dita sulla tastiera.
Vuoi un ombrello? Sorrido, no, faccio volentieri senza, grazie.
Scendo le scale ed esco, le prime goccie mi colpiscono, e mi sento felice come un bambino che salta in una pozzanghera.
Le due ruote della bicicletta corrono veloci, i vestiti cominciano ad inzupparsi.
Scusa, sai mica se c'è un videonoleggio qui vicino? Con un nome tamarro, tipo black qualcosa..?
Videonoleggio, mah, mi sembra che ce ne sia uno qui dietro, fammi pensare...
Beh vieni sotto almeno che ti ripari..
Dunque, direi che qui dietro l'angolo ce n'è uno, ma non mi ricordo come si chiama.
Mi sembrava che fosse di là però, più avanti...
Facciamo così, io tanto passo di lì per andare verso casa. Se è quello torno indietro a dirvelo, se non mi vedete non è quello!
Davvero lo faresti? Grazie mille..!
Di nulla.. e se non vi rivedo, buona serata =)
...
Non era quello.
Ehi, scusa?
Sì, dimmi pure.
Quanto manca alla fine della via?
Mah, a piedi.. fai conto, tre minuti.
Perfetto, grazie mille e scusa per l'acqua!
Figurati! (come se dipendesse da te.. ma grazie del pensiero)
...
Aai, uonna roc eend roll oll naait eend parti everi dei

Amo questa pioggia. E non ho più mal di testa.
7月24日

ma c'è anche il lato comico. con te.

Siamo fatti come nuvole
che nel cielo si confondono
pronti a scatenare un fulmine
ma ci divide il passaggio di un aereo
non so più se credere
agli amici che mi parlano di te
sono delle vipere
se mi dicono che adesso stai benissimo

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Amore adesso vestiti
sto venendo lì a riprenderti
faccio quello che vuoi tu
una stanza senza la tv
neanche l'ombra di un telefono
parleremo ad un millimetro io e te
saliremo sopra un albero
di quello che faremo questo è il minimo.

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Sì lo so che sono stupido
che bastavano due coccole
che sei anche un'altra cosa da me
non un nemico da combattere
sì per me che sono libero
ma c'è anche il lato comico con te
io sarò davvero libero
confondendomi con te nel cielo limpido.

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi     da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Siamo fatti come nuvole
che nel cielo si confondono
fino a quando arriva il vento dell'est
inevitabilmente si dividono
io non so cosa cerchi da me
pensi forse che sia stupido o no
o addirittura che ho bisogno di te
ma ti prego torna subito.

=) Happy.
7月6日

per pochi attimi.

- che succede qui?
- è morto un ragazzo
- come?
- schiacciato dal motore di un boeing
...
- e come si chiamava?
- donnie, donnie darko. lo conoscevi?
...
- no.

.anche una lacrima
7月1日

impaziente.

Il treno rallenta, fischiando, raschiando contro le rotaie, incandescente sotto il sole rovente, ed infine si ferma nella stazione di Parma. Una ragazza con il naso leggermente schiacciato rivolge uno sguardo fugace verso il finestrino, mordendosi un labbro; poi si mette più comoda, più per abitudine che per necessità, data l'aria condizionata che è funzionante nel vagone. Di fronte a lei è seduto un uomo vestito completamente di nero, dagli stivali, ai pantaloni a tre quarti, fino alla maglietta e allo smanicato in pelle, e persino i lunghi capelli e l'ingombrante barba. Le porte si aprono, la gente scende e sale, ma non succede nulla. I minuti iniziano a passare, uno, due, cinque, dieci, e ancora nessun segno di vita. La ragazza inizia a sbuffare, visibilmente irritata, borbottando parole senza vero senso compiuto, in un distinto accento pugliese. Di fronte a lei, il Barbone pare non reagire, perso nei suoi pensieri, ma quando la Meridionale insiste non si lascia sfuggire l'occasione di scambiare due parole.
- Sempre in ritardo, e io adesso perdo la coincidenza, e come faccio a tornare a casa?
- Dove deve cambiare?
- A Bologna
- Quanto ha di coincidenza?
- Eh, dovrebbero essere ventitrè minuti, e ormai è almeno un quarto d'ora che siamo fermi!
Le suona il telefono, risponde. Continua a farfugliare, sono ferma in stazione, sempre i treni in ritardo, non ci sono più le mezze stagioni, eccetera. Di fianco a lei passa una donna, di una certa età ma vestita con stile e atteggiata da Snob, che si infila nello scompartimento successivo. Passano veloci, sonnecchiosi, altri minuti, finché la porta dello scompartimento si apre, e la Snob ritorna, in un'accesa discussione con una seconda persona.
- Ma insomma, non è possibile, non posso tardare, devo essere a Ferrara assolutamente in orario, non posso permettermi di tardare!
- Signora, non so che cosa dirle, qu...
- Mi aspetto come minimo un rimborso per il ritardo accumulato!
- Senta, lo vuole sapere che cos'è successo? Una persona si è buttata sotto un treno: non dipende da noi.
La Snob si zittisce e torna al suo posto continuando ad imprecare a voce sempre più bassa, mentre il Controllore fa per girarsi. La Meridionale lo ferma.
- Mi scusi, secondo lei ce la faccio a prendere la coincidenza a Bologna? E' l'Eurostar per Bari
- Signorina, guardi, non lo so. Potremmo stare fermi anche una o due ore, dipende se sono bloccate entrambe le rotaie, o da quanto ci mettono a fare tutti i controlli del caso.
- Ma secondo lei, e altrimenti, che cosa posso fare?
- Per il momento niente, solo aspettare. Non lo so neanche io.
Il Controllore scompare, prima che altri se la prendano con lui, ma la Meridionale continua a borbottare preoccupata.
- Un suicida, proprio sotto un treno. Che inciviltà.
Il Barbone interviene volentieri.
- Poveretto, magari era infelice, una forte depressione, un grosso problema...
- Certo, certo, ma è insensato recare anche disturbo agli altri, qual'è il guadagno?
- Eh, ma magari è un problema antropologico, una necessità di attirare l'attenzione, o semplicemente non ha pensato alle conseguenze.
- In ogni caso è incredibile, insomma, se vuoi morire vai da un'altra parte, un minimo straccio di coscenza, di buonsenso..!
Dietro di loro, nello scompartimento affianco, un ragazzo e una ragazza erano seduti, ed avevano seguito attentamente lo svolgersi dei fatti. Non sembrano particolarmente di fretta, più che altro comprensivi. Lei prende il cellulare e risponde ad una chiamata.
- Ciao ma', sì, siamo fermi a Parma, il treno è fermo perché un tale si è suicidato, non so bene quando arriveremo... sì... sì... no, no aspetta, ecco, stiamo ripartendo, magari ci risentiamo più tardi... ok... a dopo.
- Che dice mamma?
- Eh, è partita e da casa cinque minuti fa, adesso vediamo quanto ci mettiamo e dopo risentiamo se ci incontriamo a Bologna o viene a prenderci più vicino.
Il Fratello tace qualche secondo, come per cambiare argomento.
- Sai, stavo pensando, sulla caratteristica che contraddistingue ogni suicida.
- La disperazione
- Ecco, no, nel senso... non esattamente. Cioè, certamente c'è anche una componente di disperazione, ma non penso sia sempre la più influente.
- Dis-perazione, sì, se avessi anche solo un barlume di speranza non lo faresti.
- Ecco, non so, non sono sicuro. Cioè, non sempre e comunque...
La Sorella tace qualche istante, poi chiede.
- Tu a che cosa pensavi?
- Penso, direi l'impazienza. Penso che contraddistingua ogni suicida. Un suicida in certo senso, tutto sommato, è sempre un impaziente.
- Mah, secondo me è più la disperazione, almeno la maggior parte delle volte.
- Sì, sì, ok, ma intendo, c'è sempre una componente di impazienza. Della serie, aspetta di vedere come va a finire, che fretta hai di sapere che cosa c'è?
- Hai presente quella sensazione, quando sei sul binario e passa un treno in transito...
- Sì, è come essere a un passo dall'infinito.. Ma proprio per questo dico: che fretta c'è?
Ancora qualche minuto, finché il treno non arriva ad una minuscola stazioncina sperduta, e si ferma nuovamente.
Il cliché si ripete, la Meridionale si lamenta, il Barbone Filosofo tenta di confortarla, la Snob si alza, irritata e irritabile.
Passano altri minuti, il clima si scalda nonostante il condizionatore a palla; anche una Straniera, una donna probabilmente africana, si alza avvicinandosi allo scompartimento centrale, mentre dall'altra parte si avvicina il giovane Controllore, sempre più in imbarazzo e agitato. In un attimo viene sommerso dalle domande.
- Quanto ritardo abbiamo? Quando ripartiamo? Saremo rimborsati? Perché non si riparte? Adesso che cosa succede? Le coincidenze a Bologna aspetteranno?
- Non lo so, non dipende da me, non dipende da noi. Ripartiremo quando verranno fatti i controlli, più avanti, quando la strada sarà liberata. Le coincidenze no, non aspettano un ora e mezza, se sono dieci minuti sì, ma non un ora.
La Snob interviene, sempre più caustica.
- Ma perché non si può passare?
- Signora, ci sono i pezzi del morto tra i due binari, il torso da una parte e le gambe dell'altra. Che cosa vuole che facciamo, ci passiamo sopra? Secondo lei l'ho spinto giù io?
- Ma almeno sapere se prenderemo le coincidenze!
- Signora, pensa che se lo sapessi non glielo direi? Pensa che sia così cattivo da tenerglielo nascosto? Le ho detto che non lo so, non dipende da noi!!
A questo punto anche la Straniera prende la parola.
- Ma che cosa è successo?
- Una persona si è buttata sotto un treno.
- Perché?
- Perché?! Eh, non aveva più voglia di vivere...
Il Fratello non riesce a trattenere una risata.

Qualche ora più tardi, il treno raggiunge la stazione di Bologna, dopo aver accumulato 90 minuti di ritardo.

Réquiem ætérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
6月30日

canzone di domani

Ecco di nuovo la storia (la stessa): O.K.
scopo coi giorni a venire ma non vengo mai
volo in un mare di stelle che sono i miei guai

Della gravità non mi ricordo più
se non mi tiri giù tu in volo resterei
cercami di più e poi vedremo se
in due c'è più tempo per ridere o per piangere

Questa è la storia di me che non vengo mai
parla di me e di una serie di difficoltà
ridistribuite a una parte di società

Introducimi come piace a me
è proprio quello che a me non riesce di fare
Introducimi come non piace a te
è proprio quello che a te non riesce di fare

Hey, penso che quanto detto è vero
(rispetto massimo per me)
Hey, penso che quanto detto è raro
(rispetto massimo per me)
Hey, penso che quanto detto è puro
(rispetto massimo per me)
4月19日

Rettifico.

Qualcosa è cambiato, in meglio.

Qualcuno pensa ancora che venerdì diciassette porti male?
4月4日

Lumaca.

Il simile attira il simile.
E' anche così che ho conosciuto alcune delle persone che ora hanno una qualche importanza nella mia vita. Lasciando pezzetti di me, in un blog, in una lettera, in una canzone; in un discorso lanciato per caso, in un'esperienza vissuta per sbaglio, in una vicinanza temporanea ma forzata.
Vivendo, lascio tracce, come una lumaca sbavo parte di me stesso dove passo, a testimoniare non solo il passaggio, ma anche la presenza: ci sono.
E quando qualcuno, per un qualche motivo, passa vicino a quella traccia, può notarla. Può esserne incuriosito. Può decidere di darci un'occhiata. Può decidere di interessarsi. Potrebbe piacergli. Potrebbe anche decidere di fermarsi per un po'. E magari, potrebbe decidere di restare fino alla fine.

10'000'000 sono passati.
1'000'000 l'hanno notata.
100'000 si sono incuriositi.
10'000 hanno dato un'occhiata.
1'000 si sono interessati.
100 hanno apprezzato.
10 si sono fermati.
A n c o r a   n e s s u n a   p i ù   a   l u n g o .

Dove sei?

3月31日

Sette, per tre.


Maria Cristina Scaccia, Carlo Martinucci, Giovanni Maria Leotta, Elena Fontana, Pierluigi Grassi, Julia Tamburrini, Diego Tamburrini.
A. D. 2002.

10101
3月28日

solamente.

ho sognato
che eravamo
insieme
la prendevo in braccio
ridevamo
era felice
per la nostra
amicizia
e nient'altro
io scherzavo
con la tristezza nel
cuore
3月10日

mk.

 
Mi rendo conto, è una canzone difficile. Io personalmente, ci ho messo una bella mezz'ora di ascolti ininterrotti prima di capire esattamente di che cosa si tratta. Ma l'esperienza mi fa dire che le canzoni inizialmente difficili da masticare sono poi in assoluto le migliori. E dunque la seconda di fila, meritatissima.

Pelle: e' la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
e' la tua pelle cio' che sento nuotando nell'aria.

Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:

il cuore domanda cos'e' che manca
perche' si sente male, molto male,
amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te

un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.

Intanto l'aria intorno e' piu' nebbia che altro

l'aria e' piu' nebbia che altro

E' certo un brivido averti qui con me

in volo libero sugli anni andati ormai
e non e' facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perche' tu non ci sei.

Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,

anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
prendessimi la scossa..
3月6日

La maledizione di Babele

E: "se devi dire che la coca cola è nel frigo
anche se parti a dire che la tua cucina è azzurra
poi quello devi dire..
mica puoi finire a parlare delle uova fresche"
3月3日

Per te. (2)

 

Non c'è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;

e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.

Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I'm using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.

This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me

E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.

Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me... questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.

Don't, don't tell me. What you want from me
No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta.


This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me

:)
2月24日

Narciso ed Eco.

Mentre l'accesa Ninfa il segue, e 'l vede,
E questa, e quei tien muta la favella,
Urtando à caso in certe frasche il piede
Fece alquanto romor la Ninfa bella.
Come il romore à lui l'orecchia fiede
S'adombra, e mira in questa parte, e in quella.
E quei forse qualch'un, disse ei primiero,
Qualch'un, dapoi diss'ella, e disse il vero.

Diè quel parlare à lui gran meraviglia,
Che scorger non potè d'onde s'uscio,
E gira intorno pur l'avide ciglia,
Indi in questo parlar le labbra aprio,
Non ti vegg'io, ella il parlar ripiglia,
E chiaro udir gli fece, ti vegg'io,
Narciso in quella parte gli occhi porge,
Ma teme ella, e s'asconde, e non la scorge.

Stupisce quei de le parole ascose,
E guarda intorno cinque volte, e sei,
Vien quà, poi disse, ella, vien quà rispose.
E chiamò quel, c'havea chiamata lei.
Di novo intorno à riguardar si pose,
E disse, io t'odo, e non so chi tu sei,
So chi tu sei (diss'ella) e ben sapea,
Che sol di lui, e di null'altro ardea.

Diss'ei bramoso di sapere il resto,
Poi, che tu sai chi son, godianci insieme.
Ó come volentier rispose à questo,
Che sopra ogni altro affar questo le preme,
Dice, godianci insieme, et esce presto
Del bosco, e si discopre, e più non teme,
Che quel parlar dà manifesto aviso,
Ch'ivi potrà goder del suo Narciso.

Mentre al collo sperato ella distende,
Per volerlo abbraciar, l'avare braccia,
Da quegli abbracciamenti ei si difende,
Quando fugge da lei, quando la scaccia,
Non t'amo (ei dice) ella il parlar riprende,
E dice t'amo, e poi forz'è, che taccia,
Ne amar ti voglio (ei segue) e la rifiuta,
Dice ella, amar ti voglio, e poi stà muta.

Narciso al fin si fugge, e non la vuole,
E da giovane, e sciocco si governa,
Ahi come ella fra se si lagna, e dole,
Vedendosi sì bella, e ch'ei la scherna,
E s'havesse l'antiche sue parole,
E potesse dar fuor la doglia interna
Pianger fariano i suoi muti lamenti
La terra, il cielo, e tutti gli elementi.

Quanto sia la sua vita aspra, e noiosa,
Mostra lo stratio de le chiome bionde,
Si batte, e graffia, e comparir non osa
Fra l'altre, e ne le selve si nasconde,
Si vive in qualche grotta cavernosa,
Dove tal volta à l'altrui dir risponde,
E cresce ogn'hor più l'amoroso foco,
Che l'arde, e la consuma à poco à poco.

Quel foco ch'entro la distrugge, e coce,
L'humore, e 'l sangue in grosso aer risolve.
E tanto consumando al corpo noce,
Che la carne si fa cenere, e polve.
Al fin sol le restar l'ossa, e la voce,
Ma tosto l'ossa in duri sassi volve.
Stassi hor ne gli antri, d'ossa, e carne privo
Quel suon, che solo in lei rimaso è vivo.
Grazie Elisa :)
2月17日

Perfect Strangers.

Can you remember remember my name
As I flow through your life
A thousand oceans I have flown
And cold spirits of ice
All my life
I am the echo of your past

I am returning the echo of a point in time
Distant faces shine
A thousand warriors I have known
And laughing as the spirits appear
All your life
Shadows of another day

And if you hear me talking on the wind
You've got to understand
We must remain
Perfect Strangers

I know I must remain inside this silent
well of sorrow

A strand of silver hanging through the
sky
Touching more than you see
The voice of ages in your mind
Is aching with the dead of the night
Precious life (your tears are lost in
falling rain)

And if you hear me talking on the wind
You've got to understand
We must remain
Perfect Strangers

Riesci a ricordare ricordare il mio nome
mentre scorro attraverso la tua vita
ho sorvolato un migliaio di oceani
e freddi spiriti di ghiaccio
io sono l'eco del tuo passato.

Sto restituendo l'eco di un punto nel tempo
volti lontani brillano
un migliaio di guerrieri che ho conosciuto
e ridendo mentre gli spiriti appaiono
tutta la tua vita
ombre di un altro giorno.

E se mi senti parlare al vento
devi capire
noi dobbiamo rimanere
Perfetti Sconosciuti.

So che devo rimanere dentro dentro questo silenzioso
pozzo di dolore.

Un filo d'argento appeso attraverso il cielo
toccando più di quel che puoi vedere
la voce degli anni nella tua mente
echeggia con la morte della notte
preziosa vita (le tue lacrime sono perse nella
pioggia che cade).

E se mi senti parlare al vento
devi capire
noi dobbiamo rimanere
Perfetti Sconosciuti.
2月8日

Manifesto.

Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità
di distruggere la vita non nata...
Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio...
Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio
viene abbandonata all'egoismo umano...
e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale...
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell'individuo
ma anche per quello della società...
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l'energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia...
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto.
Giovanni Paolo II
1月6日

2 Gennaio 2009

Il mio pensiero nei riguardi di questo Capodanno passato a Bobbio si ferma innanzitutto sull'ultima notte, che mi piace ricordare, qui, attraverso una foto, che vuole essere un ringraziamento, a Elisabetta, Alessandra, Maria Cristina, Manrico, Marika e Marianna.

Più in generale, anche senza nominare tutti i presenti, desidero ringraziarvi tutti, tutti e ciascuno: se spesso sento Bobbio come una casa più vicina della mia casa, a Ferrara, è per merito anche vostro. Se a Bobbio sono una persona migliore, anche questo è merito vostro; e se invece non lo sono, allora chi mi criticasse avrebbe ragione di farlo. Come ogni volta, e forse in questa occasione ancora di più, ho trovato in voi qualcosa di più che un semplice gruppo di amici con i quali ogni tanto è piacevole uscire. E ho sentito da parte vostra - non è retorica, sto dicendo il vero - delle frasi bellissime, più belle e profonde di qualsiasi discorso o relazione che io possa fare o che abbia mai fatto. Chi mi ha detto che è tornata volentieri, perché non è stata esclusa per il fatto di aver saltato qualche incontro. Chi mi ha confessato di avere paura, ma ha fatto intendere di volerla vincere. Chi mi ha fatto luce su molti aspetti della mia stessa vita, e magari nemmeno si rende conto di averlo fatto. Non metterò in imbarazzo queste persone nominandole, e forse leggendosi, nemmeno si riconosceranno nella descrizione. Esulto e me ne rallegro, perché la promessa che vi è stata fatta da Nostro Signore è grande!
Ad alcuni sembrerà paradossale, che ringrazi io loro, anziché loro ringraziare me. Ancora una volta, invece, non per retorica posso dire serenamente di aver ricevuto molto più di quello che ho dato! La mia speranza è che il seme che è stato piantato in noi, grazie all'acqua con la quale in questi giorni abbiamo potuto annaffiarlo, possa crescere rigoglioso, e attraverso il nostro esempio e la nostra integrità nella Fede e nel comportamento, per mezzo della Grazia, si inverdisca il nostro piccolo praticello, tutto ad maiorem Dei gloriam, et socialem! Per la maggior gloria di Dio, anche sociale, e magari un giorno ci ritroveremo ancora insieme, tutti quanti, e faremo un gigantesco "non si muove foglia", e Adamo sarà in mezzo, e se ne prenderà tante, ma tante..!
Grazie fratelli...


12月24日

Un'esperienza.

Compito in classe di italiano, tema su un determinato argomento.

Lo studente brillante ma distratto legge la consegna senza troppa attenzione. Fa mente locale su quello che deve scrivere, e in mezz'ora ha abbozzato uno schema abbastanza preciso. Ha pensato alle fonti, agli autori da citare, agli esempi da portare per sostenere la sua tesi, ed è pronto a dare forma alle sue pensate. Poi, in un presunto eccesso di zelo, torna a rileggere il titolo dato. E si rende conto, spalancando gli occhi per l'orrore, di essere andato completamente fuori tema, avendo pensato a cose bellissime, ma quasi completamente non inerenti.

E' un'esperienza che non auguro a nessuno.
12月23日

Algebra 2.

In una piccola città universitaria, due giovani ed inesperti studenti del secondo anno si apprestano a sostenere un difficile esame. Dopo uno studio svogliato (i due studenti sono ragazzotti tendenzialmente intelligenti, ma con una scarsissima forza di volontà e capacità di concentrazione), il giorno prima dell'esame, decidono di fare sul serio, e passano l'intera giornata in uno studio matto e disperatissimo, nella speranza di arrivare, il giorno dopo, a sapere quel pizzico di cose sufficienti per non dover rivedere mai più la signora M, la docente. Dopo ore ed ore di studio, nelle quali la RAM dei due studenti viene messa a durissima prova, nel tentativo di immagazzinare temporaneamente quanto possibile, ad un certo punto emergono le storie più incredibili. Storie che non sarebbe impossibile immaginare come reali.

Il giorno dopo, il primo dei due studenti entra nell'aula, per sostenere l'esame orale. Terrorizzato, fatica a respirare, mentre la signora M e il suo degno assistente si preparano con aria svogliata alla carneficina. M si avvicina alla lavagna, ed inizia a scrivere l'enunciato di un intricatissimo teorema. Senza degnare di uno sguardo il povero studente, sbotta un "lo dimostri" e si allontana di qualche passo. Il sudore che inizia a cadere dal volto dello studente è indicativo della sua mai eguagliata paura: paura di dire un'imprecisione, ed esserne fulminato istantaneamente. Persino ogni pensiero va' soppesato attentamente, perché Lei potrebbe essere in grado di coglierlo, condannarlo e fulminarti per questo. Finalmente, con voce tremante, lo studente inizia a fare qualche osservazione, e con timore reverenziale avvicina il gesso bianco alla lavagna iniziando a scrivere qualcosa. Dopo pochi secondi, l'inarquarsi di un sopracciglio nell'altrimenti imperturbabile espressione della signora M è sintomo del fatto che lei non stia apprezzando la dimostrazione, per quanto impeccabile. Mantenendo un apparente contegno e un'aria di superiorità, si avvicina allo studente intento a concentrarsi sulla lavagna, e con voce inflessibile e totalmente statica esprime il suo disapprezzamento "No, non ci siamo". Come una saetta, la sua mano afferra la nuca del povero studente, la spinge contro la lavagna, e con questa inizia a cancellare le atrocità da lei individuate, in un lento movimento circolare. Il grugno dello studente è contratto dalla disperazione, mentre sbava senza più alcuna speranza sulla lavagna, sporcandosi di gesso e con un occhio socchiuso dal dolore. Nonostante tutto, non smette di scrivere, ma anzi continua a far cigolare il proprio gesso bianco, nel vano tentativo di rimediare alla già compromessa situazione. Infine, la signora M, quasi completamente disinteressata dello studente e solo leggermente divertita dall'umiliazione inflitta, con voce atona e insensibile pronuncia le fatidiche parole: "Torni la prossima volta".
12月13日

avrebbe potuto piovere.

Vedo una porta rossa e la voglio dipinta di nero. Basta colori, voglio che diventino neri.
Vedo una ragazza passeggiare nei suoi vestiti estivi. Devo voltare la mia testa finché la mia oscurità vada.
Vedo una fila di auto e sono tutte dipinte di nero. Con dei fiori e il mio amore, i quali entrambi non torneranno mai.
Vedo persone voltare la testa e velocemente guardare lontano. Come un bambino appena nato, semplicemente succede ogni giorno.
Guardo dentro me stesso e vedo che il mio cuore è nero. Vedo la mia porta rossa, ed è stata dipinta di nero.
Forse allora svanirò lontano e non dovrò affrontare i fatti. Non è facile alzare la testa quando il tuo intero mondo è nero.
Il mio mare verde non vorrà mai più tendere a un blu più profondo. Non ho potuto prevedere che questa cosa ti sarebbe successa.
Se guardo abbastanza intensamente verso sole che tramonta, il mio amore riderà con me prima che arrivi la mattina.
Vedo una porta rossa e la voglio dipinta di nero. Basta colori, voglio che diventino neri.
Vedo le ragazze passeggiare nei loro vestiti estivi. Devo voltare la mia testa finché la mia oscurità vada.
Lo voglio vedere dipinta, dipinta di nero. Nero come la notte, nero come il carbone.
Voglio vedere il sole estinguersi dal cielo, lo voglio vedere dipinto, dipinto, dipinto, dipinto di nero, si!

Maybe then I'll fade away and not have to face the facts
Its not easy facin up when your whole world is black
No more will my green sea go turn a deeper blue
I could not foresee this thing happening to you

  

diluviava.

12月6日

quando si parla di avvocati...

Lawyer: "Doctor, before you performed the autopsy, did you check for a pulse?"
Witness: "No."
Lawyer: "Did you check for blood pressure?"
Witness: "No."
Lawyer: "Did you check for breathing?"
Witness: "No."
Lawyer: "So, then it is possible that the patient was alive when you began the autopsy?"
Witness: "No."
Lawyer: "How can you be so sure, Doctor?"
Witness: "Because his brain was sitting on my desk in a jar."
Lawyer: "But could the patient have still been alive nevertheless?"
Witness: "Yes, it is possible that he could have been alive and practicing law somewhere."
http://rinkworks.com/said/courtroom.shtml