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日志


3月31日

Sette, per tre.


Maria Cristina Scaccia, Carlo Martinucci, Giovanni Maria Leotta, Elena Fontana, Pierluigi Grassi, Julia Tamburrini, Diego Tamburrini.
A. D. 2002.

10101
3月28日

solamente.

ho sognato
che eravamo
insieme
la prendevo in braccio
ridevamo
era felice
per la nostra
amicizia
e nient'altro
io scherzavo
con la tristezza nel
cuore
3月10日

mk.

 
Mi rendo conto, è una canzone difficile. Io personalmente, ci ho messo una bella mezz'ora di ascolti ininterrotti prima di capire esattamente di che cosa si tratta. Ma l'esperienza mi fa dire che le canzoni inizialmente difficili da masticare sono poi in assoluto le migliori. E dunque la seconda di fila, meritatissima.

Pelle: e' la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
e' la tua pelle cio' che sento nuotando nell'aria.

Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:

il cuore domanda cos'e' che manca
perche' si sente male, molto male,
amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te

un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.

Intanto l'aria intorno e' piu' nebbia che altro

l'aria e' piu' nebbia che altro

E' certo un brivido averti qui con me

in volo libero sugli anni andati ormai
e non e' facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perche' tu non ci sei.

Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,

anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
prendessimi la scossa..
3月6日

La maledizione di Babele

E: "se devi dire che la coca cola è nel frigo
anche se parti a dire che la tua cucina è azzurra
poi quello devi dire..
mica puoi finire a parlare delle uova fresche"
3月3日

Per te. (2)

 

Non c'è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;

e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.

Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I'm using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.

This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me

E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.

Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me... questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.

Don't, don't tell me. What you want from me
No, don't tell me. I don't wanna hear. Don't tell me

Questa è la canzone che scrivo per te:
l'ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta.


This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me

:)
2月24日

Narciso ed Eco.

Mentre l'accesa Ninfa il segue, e 'l vede,
E questa, e quei tien muta la favella,
Urtando à caso in certe frasche il piede
Fece alquanto romor la Ninfa bella.
Come il romore à lui l'orecchia fiede
S'adombra, e mira in questa parte, e in quella.
E quei forse qualch'un, disse ei primiero,
Qualch'un, dapoi diss'ella, e disse il vero.

Diè quel parlare à lui gran meraviglia,
Che scorger non potè d'onde s'uscio,
E gira intorno pur l'avide ciglia,
Indi in questo parlar le labbra aprio,
Non ti vegg'io, ella il parlar ripiglia,
E chiaro udir gli fece, ti vegg'io,
Narciso in quella parte gli occhi porge,
Ma teme ella, e s'asconde, e non la scorge.

Stupisce quei de le parole ascose,
E guarda intorno cinque volte, e sei,
Vien quà, poi disse, ella, vien quà rispose.
E chiamò quel, c'havea chiamata lei.
Di novo intorno à riguardar si pose,
E disse, io t'odo, e non so chi tu sei,
So chi tu sei (diss'ella) e ben sapea,
Che sol di lui, e di null'altro ardea.

Diss'ei bramoso di sapere il resto,
Poi, che tu sai chi son, godianci insieme.
Ó come volentier rispose à questo,
Che sopra ogni altro affar questo le preme,
Dice, godianci insieme, et esce presto
Del bosco, e si discopre, e più non teme,
Che quel parlar dà manifesto aviso,
Ch'ivi potrà goder del suo Narciso.

Mentre al collo sperato ella distende,
Per volerlo abbraciar, l'avare braccia,
Da quegli abbracciamenti ei si difende,
Quando fugge da lei, quando la scaccia,
Non t'amo (ei dice) ella il parlar riprende,
E dice t'amo, e poi forz'è, che taccia,
Ne amar ti voglio (ei segue) e la rifiuta,
Dice ella, amar ti voglio, e poi stà muta.

Narciso al fin si fugge, e non la vuole,
E da giovane, e sciocco si governa,
Ahi come ella fra se si lagna, e dole,
Vedendosi sì bella, e ch'ei la scherna,
E s'havesse l'antiche sue parole,
E potesse dar fuor la doglia interna
Pianger fariano i suoi muti lamenti
La terra, il cielo, e tutti gli elementi.

Quanto sia la sua vita aspra, e noiosa,
Mostra lo stratio de le chiome bionde,
Si batte, e graffia, e comparir non osa
Fra l'altre, e ne le selve si nasconde,
Si vive in qualche grotta cavernosa,
Dove tal volta à l'altrui dir risponde,
E cresce ogn'hor più l'amoroso foco,
Che l'arde, e la consuma à poco à poco.

Quel foco ch'entro la distrugge, e coce,
L'humore, e 'l sangue in grosso aer risolve.
E tanto consumando al corpo noce,
Che la carne si fa cenere, e polve.
Al fin sol le restar l'ossa, e la voce,
Ma tosto l'ossa in duri sassi volve.
Stassi hor ne gli antri, d'ossa, e carne privo
Quel suon, che solo in lei rimaso è vivo.
Grazie Elisa :)
2月17日

Perfect Strangers.

Can you remember remember my name
As I flow through your life
A thousand oceans I have flown
And cold spirits of ice
All my life
I am the echo of your past

I am returning the echo of a point in time
Distant faces shine
A thousand warriors I have known
And laughing as the spirits appear
All your life
Shadows of another day

And if you hear me talking on the wind
You've got to understand
We must remain
Perfect Strangers

I know I must remain inside this silent
well of sorrow

A strand of silver hanging through the
sky
Touching more than you see
The voice of ages in your mind
Is aching with the dead of the night
Precious life (your tears are lost in
falling rain)

And if you hear me talking on the wind
You've got to understand
We must remain
Perfect Strangers

Riesci a ricordare ricordare il mio nome
mentre scorro attraverso la tua vita
ho sorvolato un migliaio di oceani
e freddi spiriti di ghiaccio
io sono l'eco del tuo passato.

Sto restituendo l'eco di un punto nel tempo
volti lontani brillano
un migliaio di guerrieri che ho conosciuto
e ridendo mentre gli spiriti appaiono
tutta la tua vita
ombre di un altro giorno.

E se mi senti parlare al vento
devi capire
noi dobbiamo rimanere
Perfetti Sconosciuti.

So che devo rimanere dentro dentro questo silenzioso
pozzo di dolore.

Un filo d'argento appeso attraverso il cielo
toccando più di quel che puoi vedere
la voce degli anni nella tua mente
echeggia con la morte della notte
preziosa vita (le tue lacrime sono perse nella
pioggia che cade).

E se mi senti parlare al vento
devi capire
noi dobbiamo rimanere
Perfetti Sconosciuti.
2月8日

Manifesto.

Ci alzeremo in piedi ogni volta che
la vita umana viene minacciata...
Ci alzeremo ogni volta che la sacralità della vita
viene attaccata prima della nascita
Ci alzeremo e proclameremo che nessuno ha l'autorità
di distruggere la vita non nata...
Ci alzeremo quando un bambino viene visto come un peso
o solo come un mezzo per soddisfare un'emozione
e grideremo che ogni bambino
è un dono unico e irripetibile di Dio...
Ci alzeremo quando l'istituzione del matrimonio
viene abbandonata all'egoismo umano...
e affermeremo l'indissolubilità del vincolo coniugale...
Ci alzeremo quando il valore della famiglia
è minacciato dalle pressioni sociali ed economiche...
e riaffermeremo che la famiglia è necessaria
non solo per il bene dell'individuo
ma anche per quello della società...
Ci alzeremo quando la libertà
viene usata per dominare i deboli,
per dissipare le risorse naturali e l'energia
e per negare i bisogni fondamentali alle persone
e reclameremo giustizia...
Ci alzeremo quando i deboli, gli anziani e i morenti
vengono abbandonati in solitudine
e proclameremo che essi sono degni di amore,
di cura e di rispetto.
Giovanni Paolo II
1月6日

2 Gennaio 2009

Il mio pensiero nei riguardi di questo Capodanno passato a Bobbio si ferma innanzitutto sull'ultima notte, che mi piace ricordare, qui, attraverso una foto, che vuole essere un ringraziamento, a Elisabetta, Alessandra, Maria Cristina, Manrico, Marika e Marianna.

Più in generale, anche senza nominare tutti i presenti, desidero ringraziarvi tutti, tutti e ciascuno: se spesso sento Bobbio come una casa più vicina della mia casa, a Ferrara, è per merito anche vostro. Se a Bobbio sono una persona migliore, anche questo è merito vostro; e se invece non lo sono, allora chi mi criticasse avrebbe ragione di farlo. Come ogni volta, e forse in questa occasione ancora di più, ho trovato in voi qualcosa di più che un semplice gruppo di amici con i quali ogni tanto è piacevole uscire. E ho sentito da parte vostra - non è retorica, sto dicendo il vero - delle frasi bellissime, più belle e profonde di qualsiasi discorso o relazione che io possa fare o che abbia mai fatto. Chi mi ha detto che è tornata volentieri, perché non è stata esclusa per il fatto di aver saltato qualche incontro. Chi mi ha confessato di avere paura, ma ha fatto intendere di volerla vincere. Chi mi ha fatto luce su molti aspetti della mia stessa vita, e magari nemmeno si rende conto di averlo fatto. Non metterò in imbarazzo queste persone nominandole, e forse leggendosi, nemmeno si riconosceranno nella descrizione. Esulto e me ne rallegro, perché la promessa che vi è stata fatta da Nostro Signore è grande!
Ad alcuni sembrerà paradossale, che ringrazi io loro, anziché loro ringraziare me. Ancora una volta, invece, non per retorica posso dire serenamente di aver ricevuto molto più di quello che ho dato! La mia speranza è che il seme che è stato piantato in noi, grazie all'acqua con la quale in questi giorni abbiamo potuto annaffiarlo, possa crescere rigoglioso, e attraverso il nostro esempio e la nostra integrità nella Fede e nel comportamento, per mezzo della Grazia, si inverdisca il nostro piccolo praticello, tutto ad maiorem Dei gloriam, et socialem! Per la maggior gloria di Dio, anche sociale, e magari un giorno ci ritroveremo ancora insieme, tutti quanti, e faremo un gigantesco "non si muove foglia", e Adamo sarà in mezzo, e se ne prenderà tante, ma tante..!
Grazie fratelli...


12月24日

Un'esperienza.

Compito in classe di italiano, tema su un determinato argomento.

Lo studente brillante ma distratto legge la consegna senza troppa attenzione. Fa mente locale su quello che deve scrivere, e in mezz'ora ha abbozzato uno schema abbastanza preciso. Ha pensato alle fonti, agli autori da citare, agli esempi da portare per sostenere la sua tesi, ed è pronto a dare forma alle sue pensate. Poi, in un presunto eccesso di zelo, torna a rileggere il titolo dato. E si rende conto, spalancando gli occhi per l'orrore, di essere andato completamente fuori tema, avendo pensato a cose bellissime, ma quasi completamente non inerenti.

E' un'esperienza che non auguro a nessuno.
12月23日

Algebra 2.

In una piccola città universitaria, due giovani ed inesperti studenti del secondo anno si apprestano a sostenere un difficile esame. Dopo uno studio svogliato (i due studenti sono ragazzotti tendenzialmente intelligenti, ma con una scarsissima forza di volontà e capacità di concentrazione), il giorno prima dell'esame, decidono di fare sul serio, e passano l'intera giornata in uno studio matto e disperatissimo, nella speranza di arrivare, il giorno dopo, a sapere quel pizzico di cose sufficienti per non dover rivedere mai più la signora M, la docente. Dopo ore ed ore di studio, nelle quali la RAM dei due studenti viene messa a durissima prova, nel tentativo di immagazzinare temporaneamente quanto possibile, ad un certo punto emergono le storie più incredibili. Storie che non sarebbe impossibile immaginare come reali.

Il giorno dopo, il primo dei due studenti entra nell'aula, per sostenere l'esame orale. Terrorizzato, fatica a respirare, mentre la signora M e il suo degno assistente si preparano con aria svogliata alla carneficina. M si avvicina alla lavagna, ed inizia a scrivere l'enunciato di un intricatissimo teorema. Senza degnare di uno sguardo il povero studente, sbotta un "lo dimostri" e si allontana di qualche passo. Il sudore che inizia a cadere dal volto dello studente è indicativo della sua mai eguagliata paura: paura di dire un'imprecisione, ed esserne fulminato istantaneamente. Persino ogni pensiero va' soppesato attentamente, perché Lei potrebbe essere in grado di coglierlo, condannarlo e fulminarti per questo. Finalmente, con voce tremante, lo studente inizia a fare qualche osservazione, e con timore reverenziale avvicina il gesso bianco alla lavagna iniziando a scrivere qualcosa. Dopo pochi secondi, l'inarquarsi di un sopracciglio nell'altrimenti imperturbabile espressione della signora M è sintomo del fatto che lei non stia apprezzando la dimostrazione, per quanto impeccabile. Mantenendo un apparente contegno e un'aria di superiorità, si avvicina allo studente intento a concentrarsi sulla lavagna, e con voce inflessibile e totalmente statica esprime il suo disapprezzamento "No, non ci siamo". Come una saetta, la sua mano afferra la nuca del povero studente, la spinge contro la lavagna, e con questa inizia a cancellare le atrocità da lei individuate, in un lento movimento circolare. Il grugno dello studente è contratto dalla disperazione, mentre sbava senza più alcuna speranza sulla lavagna, sporcandosi di gesso e con un occhio socchiuso dal dolore. Nonostante tutto, non smette di scrivere, ma anzi continua a far cigolare il proprio gesso bianco, nel vano tentativo di rimediare alla già compromessa situazione. Infine, la signora M, quasi completamente disinteressata dello studente e solo leggermente divertita dall'umiliazione inflitta, con voce atona e insensibile pronuncia le fatidiche parole: "Torni la prossima volta".
12月13日

avrebbe potuto piovere.

Vedo una porta rossa e la voglio dipinta di nero. Basta colori, voglio che diventino neri.
Vedo una ragazza passeggiare nei suoi vestiti estivi. Devo voltare la mia testa finché la mia oscurità vada.
Vedo una fila di auto e sono tutte dipinte di nero. Con dei fiori e il mio amore, i quali entrambi non torneranno mai.
Vedo persone voltare la testa e velocemente guardare lontano. Come un bambino appena nato, semplicemente succede ogni giorno.
Guardo dentro me stesso e vedo che il mio cuore è nero. Vedo la mia porta rossa, ed è stata dipinta di nero.
Forse allora svanirò lontano e non dovrò affrontare i fatti. Non è facile alzare la testa quando il tuo intero mondo è nero.
Il mio mare verde non vorrà mai più tendere a un blu più profondo. Non ho potuto prevedere che questa cosa ti sarebbe successa.
Se guardo abbastanza intensamente verso sole che tramonta, il mio amore riderà con me prima che arrivi la mattina.
Vedo una porta rossa e la voglio dipinta di nero. Basta colori, voglio che diventino neri.
Vedo le ragazze passeggiare nei loro vestiti estivi. Devo voltare la mia testa finché la mia oscurità vada.
Lo voglio vedere dipinta, dipinta di nero. Nero come la notte, nero come il carbone.
Voglio vedere il sole estinguersi dal cielo, lo voglio vedere dipinto, dipinto, dipinto, dipinto di nero, si!

Maybe then I'll fade away and not have to face the facts
Its not easy facin up when your whole world is black
No more will my green sea go turn a deeper blue
I could not foresee this thing happening to you

  

diluviava.

12月6日

quando si parla di avvocati...

Lawyer: "Doctor, before you performed the autopsy, did you check for a pulse?"
Witness: "No."
Lawyer: "Did you check for blood pressure?"
Witness: "No."
Lawyer: "Did you check for breathing?"
Witness: "No."
Lawyer: "So, then it is possible that the patient was alive when you began the autopsy?"
Witness: "No."
Lawyer: "How can you be so sure, Doctor?"
Witness: "Because his brain was sitting on my desk in a jar."
Lawyer: "But could the patient have still been alive nevertheless?"
Witness: "Yes, it is possible that he could have been alive and practicing law somewhere."
http://rinkworks.com/said/courtroom.shtml
11月28日

al cinema.

Ðåvîðê scrive:
la gente dice "ma al cinema  è un'altra cosa"
e in effetti è vero
vedi il film esageratamente grande
esageratamente ad alto volume
non puoi fare pause per andare al cesso XD
Uncle Charlie Brown scrive:
ahahahhahaha
Ðåvîðê scrive:
se vuo mangiare ti tocca sborsare un sacco di soldi
e soprattutto se ti fa cagare il cazzo non puoi dire adesso basta guardo qualcos'altro!!! XD

11月26日

che cos'hai in mente?

eri alla mia porta, ti ho sentito bussare ma non ci ho minimamente fatto caso, sono stato dentro tutta la notte solo a fissare il muro, non voglio veramente vederti un'altra volta. arrivando dalla strada, ti sei tolta il cappotto e l'hai buttato per terra. mi hai detto "non posso credere che tu mi voglia ferire in questo modo". ti ho risposto "non devo essere necessariamente così, lo sai". beh, dovevo solo lasciarti andare.
che cos'hai in mente? quando sei persa nel tempo, che cos'hai in mente? dimmi perché, perché deve andare in questo modo?
eri in quel sogno che stavo sognando, stavo sognando in un sogno il tuo vestito di nylon e stavo galleggiando indietro a valle, volevo che l'amore arrivasse e travolgesse ogni cosa. tutto diventa reale, prima o poi, non importa come ti senti. hai sbattuto quella porta chiusa sulla notte di vetro e acciaio, non posso biasimarti per aver creduto in quello che credi. beh, dovevo solo lasciarti andare.
che cos'hai in mente? quando sei persa nel tempo, che cos'hai in mente? dimmi perché, perché deve andare in questo modo? perché te ne resti sempre distante miglia, e due passi indietro, dove il passato sta ancora vivendo, bellissimo e dimenticato? non vedi che vivi in un sogno? ehi! che cos'hai in mente? quando sei persa nel tempo, che cos'hai in mente? dimmi perché, perché deve andare in questo modo?

Why do you always stay
Miles away
And two steps behind
Where the past is still living
Beautiful and forgiven
Do you not see
That you live in a dream
Hey

11月16日

prendi l'orsacchiotto, prima che me ne penta.

ci sono, nella vita di ogni persona, delle situazioni che inducono un comportamento da tenersi. non lo costringono, attenzione. ma rendono le cose tali da far sì che i miei ringraziamenti, ora, sembrino banali, superflui, superficiali e pomposamente inutili. la verità, come spesso accade, non potrebbe essere più lontana.
prima di ogni altra cosa, voglio ringraziare in particolare quattro persone, per questo fine settimana: michelangelo, marco, alice e francesco.

che cosa sarebbe dovuto finire sul mio blog? il viaggio di venerdì, con i treni in ritardo e la coincidenza persa? la notte dallo scapolone, la pasta al pesto a mezzanotte e mezza e la filosofia naturale, un giaciglio che andava alla deriva? una giornata intensa, una bandiera confederata, abramo lincoln (quel maledetto bastardo di un cane che non era altro), un funerale (requiem aeternam dona eis domine, et lux perpetua luceat eis. requiescant in pace, amen), le campane, robert e. lee? la messa e quel vangelo sconvolgente (Mc 13, 1-27)? la cena in casa piazza, la nausea (non certo provocata da casa piazza!) e le piccole battute che verranno dimenticate, perché per pudore non saranno annotate? un locale già visto, ma, "chi eravamo l'ultima volta che sono venuto qui, c'era qualcun'altro?" "si, la tua ragazza", o "hey, mettiamo le cose in chiaro" o blade runner? un tram su rotaie che trancia a metà una yaris verde scuro, mentre il proprietario mangia tranquillo un paninazzo senza dimensioni (praticamente, un punto)?

io dico che questo giro, verranno ricordate le ore successive. perché ora so che ci sono cose che non moriranno mai.
e se non fosse così, lanciarsi giù dal settimo piano sarebbe sensato. anche subito, un bel volo, e poi finalmente smetti di dover pensare..
ma è così, esistono realtà che non esistono da sempre, ma che esisteranno per sempre.
è per questo motivo che, in fin dei conti, da quattro estraggo chi "non verrà mai sorpassato", per rubargli le parole di bocca.
comunque andranno le cose fratello, ci rivedremo alla fine di ogni cosa.
11月9日

Ma perché ho smesso di fumare?

"Sono costernato quando vedo un padre o una madre fumatori assediati dai loro ragazzi, ricattati, intimiditi, supplicati, perché la scuola insegna che il primo dogma salutista è smettere di fumare. La scuola ha perso per sé il principio di autorità e vuole trasmettere questa perdita, esiziale per il buonumore della nostra cultura, anche alla famiglia, contaminandola mortalmente: non sono più i padri che prendono a cinghiate i figli che hanno fumato di nascosto (successe a me, a Mosca, quando avevo sette anni), sono i figli che impongono ai padri di smettere di fumare con la loro petulante trasvalutazione in casa delle verità correttissime apprese a scuola. Il solito mondo alla rovescia. Un orrore. Un’umiliazione innaturale della paideia occidentale, l’infantilizzazione dei genitori a mezzo di insegnanti piuttosto asini, uno scampolo di totalitarismo idilliaco con i figli messi contro la loro matrice per il bene della causa, il gulag del tabacco. Sono triste quando penso alla fortuna della favola metropolitana, edificante per l’igiene e menzognera per la morale interiore, del cosiddetto fumo passivo. A parte la legittima ritrosia a respirare il fumo degli altri, che devono sempre cercare per lo meno di mostrarsi non troppo ineducati, il fatto di giustificarla, invece che con le buone maniere, con un inesistente pericolo statistico di morte, la ghigliottina polmonare del fumo altrui annusato nell’aria è una burletta per gonzi. Peggio. La storia del fumo passivo è come gli eccessi risibili sul carattere antropogeno dell’effetto serra, quando ti dicono per via statistica, e ti fanno ridere mentre guardi la vastità dell’aria dall’oblò del jet, che un volo d’aeroplano inquina il cielo, e bum bum bum! Non farebbe del male a una mosca, il contatto medio e normale con il fumo altrui, se non fosse caricato di questo segno maniacale‐igienista di tipo depressivo.
 Amo disperatamente il fumo di sigaretta, di sigaro, di pipa e magari anche d’altro. Lo amo fin da quando ero ragazzo. Quel che James Joyce diceva di Nora, sua femmina, io potrei dirlo della mia prima sigaretta: “Hai fatto di me un uomo”. Altro che sesso, alcol, solo il cibo è paragonabile, salvo il suo stupido carattere utilitaristico, al gratuito piacere del fumo. Il fumo taglia il tempo secondo il tuo gradimento. Aguzza certamente l’ingegno. Non dà alcuna vera dipendenza, tutte balle, nemmeno a noi chain smoker, fumatori ininterrotti di 50 e più sigarette al giorno, o sette mezzi toscani. Il fumo si combina divinamente con il pensiero, quando ci sia, e con l’oblio del vagheggiamento indifferente, quando non si pensi a nulla. Stimola, però anche narcotizza.
Ti accompagna come un guardiano del tuo benessere, ti obbliga a gesti eleganti e misurati, in continuo contatto con il fuoco e la cenere, due cose tra le più pulite nel mondo materiale. È ecologico, sono foglie morte e vitali, arrotolate o sbriciolate, che per natura nicotinica combattono la tentazione troppo umana di ricorrere a droghe raffinate, pesanti, chimiche, mortifere.
Bisognerebbe studiare l’orrore contemporaneo per il fumo, è certamente un aspetto della nostra decadenza, una delle vie che ha preso il nostro autolesionismo, uno dei grandi equivoci ideologici del nostro tempo. E che carriera splendente ha fatto la immonda cricca antifumo, come sono riusciti in vent’anni a cambiare il paesaggio psicologico e morale dell’Occidente, portando la verità menzognera del rischio salute in ogni angolo d’America e d’Europa.
Ho smesso di fumare a fine maggio, per via di una fastidiosa bronchite. Spero, e non spero, di riprendere a fumare al più presto."
(Giuliano Ferrara)

et cetera.

che cosa se ne guadagna a rinunciare a molte cose?
a chi giova di rigettare il superfluo e mantenere l'essenziale?
che cosa resta di tante parentesi, esperienze sprecate?

fingiamo per un momento che l'orizzonte della vita si chiuda con la vita stessa. facciamo finta, per un momento, che non ci sia niente di veramente sconosciuto, niente di davvero irraggiungibile.
le cose mi perdono di colore. sbiadiscono, si fanno annacquate, e poi scompaiono. che cosa ne resta ora? proprio nulla. la sera mi stendo, e la giornata in che modo ha cambiato la mia vita? ha avuto qualcosa di significativo, qualcosa per il quale valga la pena averla vissuta? o è solo stata un'ennesima parentesi, un pretesto per rosicchiare altro tempo, e invecchiare?
un minuto alla volta, la sabbia scende e divento sempre più vecchio. che banale ovvietà. ma che atroce verità! e giorno dopo giorno, che cosa mi rimane?

...e tutte le altre cose.
11月1日

Halloween.

premessa: sono appena tornato a casa e mi fischiano un po' le orecchie. questo non mi impedisce certo di registrare due episodi in particolare, e nemmeno di scrivere alla tastiera con una frequenza di poco inferiore alla norma.
anyway

C: mi fai un chupito?
B: che cosa?!
C: UN CHUPITO!!
B: ehm.. e com'è che si fa?
C: facile, solo rum e pera
B: ah, ma non sono bravo a fare i coktails.. aspetta che arriva il mio amico..
C: no no, non insieme, in due bicchieri diversi
B: come?!!
C: IN DUE BICCHIERI DIVERSI!!!
B: ah, ok..!! pensavo, che strano rum e pera insieme, non l'avevo mai sentito..
C: no infatti, rum al colpo e poi la pera dietro.. si chiama chupito..
B: ah... capito.. ok, dimmi stop per la pera
C: ok, basta.
B ora dimmi per il rum
...
C: ok, basta.. grazie!
B: niente
C: alla tua!



T: scusa.. posso presentarti questa mia amica?
C: eh, si, certo..
W: piacere, [nome a caso..-.-]
C: ehm, piacere, Carlo..
T: è vestita da catwoman..
C: ah, già..
T: è un bel vestito?
C: ehm.. beh.. si, certo..
T (sottovoce): scusa.. è uno scherzo che faccio per via della cri.. senti, rispondi sempre "si si si" per favore..
C (sottovoce): va bene..
T: ... concerto... musica... il da in su per... costumi migliori... contest.. concorso.. batman?
C: ehm.. come?
T: dicevo, vuoi... concorso... barman.. catwoman... bla bla?
C: ehm.. si beh, ehm... va bene...
T: va be' dai, grazie ciao!
W: ciao..
C: ciao... alla prossima...

buona festività dei Santi a tutti..
10月24日

from uni

dodici e sedici, aula nove. dodici e diciassette, mentre suonano i maiden. we're blood brothers, canta. lo stomaco brontola, la ceci studia, e io?
io scrivo, dopo parecchio che non mi mettevo a una tastiera con questo intento. il parziale di algebra incombe, e sono visibilmente in ansia. ma non è per il parziale. non è quello il pensiero che mi tormenta.
stanotte ho dormito poco, ma non ho sognato. i sogni sono diventati pericolosi, o meglio, lo sono sempre stati, ma me ne rendo conto solo ora.. non lasciare nulla intentato, mi ha detto un tale. non lasciare nulla intentato perché è in questo modo che si vuole bene a se stessi: tentare non perché si deve riuscire, piuttosto tentare per non andarsene mordendosi le labbra senza sapere che cosa sarebbe successo.
che cosa farò? tenterò tutto il tentabile, oppure mi adagierò nello stato che conosco bene, cercando di dimenticare gli spazi bianchi che ho lasciato? empty spaces, blank spaces: un gap che forse va' colmato in qualche modo.. in qualche modo.
il futuro, sempre in movimento esso è. dodici e ventidue, chi prima cantava ora tace. play, stop. erase and rewind non esiste nella realtà. ne ho sentite di cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare, ma non erano raggi beta che balenavano al largo dsei bastioni di tannoiser. però è vero che questi momenti andranno persi nel tempo, come lacrime nella pioggia. forse, è tempo di lasciarsi davvero qualcosa alle spalle. tempo di cambiamenti, grosso tempo di cambiamenti. ma avrò la forza di sostenerli?

please, lend me strenght..