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Carlo's Place

L'angolo migliore del divano
August 30

Rain.

Una partita a pallone, niente di che. Poi due chiacchere davanti a una serie di film inutili. Qualche discorso interessante, alcune cose molto belle. Infine una serie di uno contro uno, ai minigiochi di shrek per ps2. Una vittoria schiacciante, seguita da un leggero cerchio alla testa. Esco dalla porta, grazie di tutto, mi sei mancato questa settimana, ci sentiamo presto.
E quel rumore. Quel tamburellare rapido, incessante e tuttavia melodioso, quasi come le dita sulla tastiera.
Vuoi un ombrello? Sorrido, no, faccio volentieri senza, grazie.
Scendo le scale ed esco, le prime goccie mi colpiscono, e mi sento felice come un bambino che salta in una pozzanghera.
Le due ruote della bicicletta corrono veloci, i vestiti cominciano ad inzupparsi.
Scusa, sai mica se c'è un videonoleggio qui vicino? Con un nome tamarro, tipo black qualcosa..?
Videonoleggio, mah, mi sembra che ce ne sia uno qui dietro, fammi pensare...
Beh vieni sotto almeno che ti ripari..
Dunque, direi che qui dietro l'angolo ce n'è uno, ma non mi ricordo come si chiama.
Mi sembrava che fosse di là però, più avanti...
Facciamo così, io tanto passo di lì per andare verso casa. Se è quello torno indietro a dirvelo, se non mi vedete non è quello!
Davvero lo faresti? Grazie mille..!
Di nulla.. e se non vi rivedo, buona serata =)
...
Non era quello.
Ehi, scusa?
Sì, dimmi pure.
Quanto manca alla fine della via?
Mah, a piedi.. fai conto, tre minuti.
Perfetto, grazie mille e scusa per l'acqua!
Figurati! (come se dipendesse da te.. ma grazie del pensiero)
...
Aai, uonna roc eend roll oll naait eend parti everi dei

Amo questa pioggia. E non ho più mal di testa.
July 24

ma c'è anche il lato comico. con te.

Siamo fatti come nuvole
che nel cielo si confondono
pronti a scatenare un fulmine
ma ci divide il passaggio di un aereo
non so più se credere
agli amici che mi parlano di te
sono delle vipere
se mi dicono che adesso stai benissimo

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Amore adesso vestiti
sto venendo lì a riprenderti
faccio quello che vuoi tu
una stanza senza la tv
neanche l'ombra di un telefono
parleremo ad un millimetro io e te
saliremo sopra un albero
di quello che faremo questo è il minimo.

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Sì lo so che sono stupido
che bastavano due coccole
che sei anche un'altra cosa da me
non un nemico da combattere
sì per me che sono libero
ma c'è anche il lato comico con te
io sarò davvero libero
confondendomi con te nel cielo limpido.

Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi     da me?
Cosa vuoi da da da me?
Cosa vuoi dimmi ma che cosa!

Siamo fatti come nuvole
che nel cielo si confondono
fino a quando arriva il vento dell'est
inevitabilmente si dividono
io non so cosa cerchi da me
pensi forse che sia stupido o no
o addirittura che ho bisogno di te
ma ti prego torna subito.

=) Happy.
July 06

per pochi attimi.

- che succede qui?
- è morto un ragazzo
- come?
- schiacciato dal motore di un boeing
...
- e come si chiamava?
- donnie, donnie darko. lo conoscevi?
...
- no.

.anche una lacrima
July 01

impaziente.

Il treno rallenta, fischiando, raschiando contro le rotaie, incandescente sotto il sole rovente, ed infine si ferma nella stazione di Parma. Una ragazza con il naso leggermente schiacciato rivolge uno sguardo fugace verso il finestrino, mordendosi un labbro; poi si mette più comoda, più per abitudine che per necessità, data l'aria condizionata che è funzionante nel vagone. Di fronte a lei è seduto un uomo vestito completamente di nero, dagli stivali, ai pantaloni a tre quarti, fino alla maglietta e allo smanicato in pelle, e persino i lunghi capelli e l'ingombrante barba. Le porte si aprono, la gente scende e sale, ma non succede nulla. I minuti iniziano a passare, uno, due, cinque, dieci, e ancora nessun segno di vita. La ragazza inizia a sbuffare, visibilmente irritata, borbottando parole senza vero senso compiuto, in un distinto accento pugliese. Di fronte a lei, il Barbone pare non reagire, perso nei suoi pensieri, ma quando la Meridionale insiste non si lascia sfuggire l'occasione di scambiare due parole.
- Sempre in ritardo, e io adesso perdo la coincidenza, e come faccio a tornare a casa?
- Dove deve cambiare?
- A Bologna
- Quanto ha di coincidenza?
- Eh, dovrebbero essere ventitrè minuti, e ormai è almeno un quarto d'ora che siamo fermi!
Le suona il telefono, risponde. Continua a farfugliare, sono ferma in stazione, sempre i treni in ritardo, non ci sono più le mezze stagioni, eccetera. Di fianco a lei passa una donna, di una certa età ma vestita con stile e atteggiata da Snob, che si infila nello scompartimento successivo. Passano veloci, sonnecchiosi, altri minuti, finché la porta dello scompartimento si apre, e la Snob ritorna, in un'accesa discussione con una seconda persona.
- Ma insomma, non è possibile, non posso tardare, devo essere a Ferrara assolutamente in orario, non posso permettermi di tardare!
- Signora, non so che cosa dirle, qu...
- Mi aspetto come minimo un rimborso per il ritardo accumulato!
- Senta, lo vuole sapere che cos'è successo? Una persona si è buttata sotto un treno: non dipende da noi.
La Snob si zittisce e torna al suo posto continuando ad imprecare a voce sempre più bassa, mentre il Controllore fa per girarsi. La Meridionale lo ferma.
- Mi scusi, secondo lei ce la faccio a prendere la coincidenza a Bologna? E' l'Eurostar per Bari
- Signorina, guardi, non lo so. Potremmo stare fermi anche una o due ore, dipende se sono bloccate entrambe le rotaie, o da quanto ci mettono a fare tutti i controlli del caso.
- Ma secondo lei, e altrimenti, che cosa posso fare?
- Per il momento niente, solo aspettare. Non lo so neanche io.
Il Controllore scompare, prima che altri se la prendano con lui, ma la Meridionale continua a borbottare preoccupata.
- Un suicida, proprio sotto un treno. Che inciviltà.
Il Barbone interviene volentieri.
- Poveretto, magari era infelice, una forte depressione, un grosso problema...
- Certo, certo, ma è insensato recare anche disturbo agli altri, qual'è il guadagno?
- Eh, ma magari è un problema antropologico, una necessità di attirare l'attenzione, o semplicemente non ha pensato alle conseguenze.
- In ogni caso è incredibile, insomma, se vuoi morire vai da un'altra parte, un minimo straccio di coscenza, di buonsenso..!
Dietro di loro, nello scompartimento affianco, un ragazzo e una ragazza erano seduti, ed avevano seguito attentamente lo svolgersi dei fatti. Non sembrano particolarmente di fretta, più che altro comprensivi. Lei prende il cellulare e risponde ad una chiamata.
- Ciao ma', sì, siamo fermi a Parma, il treno è fermo perché un tale si è suicidato, non so bene quando arriveremo... sì... sì... no, no aspetta, ecco, stiamo ripartendo, magari ci risentiamo più tardi... ok... a dopo.
- Che dice mamma?
- Eh, è partita e da casa cinque minuti fa, adesso vediamo quanto ci mettiamo e dopo risentiamo se ci incontriamo a Bologna o viene a prenderci più vicino.
Il Fratello tace qualche secondo, come per cambiare argomento.
- Sai, stavo pensando, sulla caratteristica che contraddistingue ogni suicida.
- La disperazione
- Ecco, no, nel senso... non esattamente. Cioè, certamente c'è anche una componente di disperazione, ma non penso sia sempre la più influente.
- Dis-perazione, sì, se avessi anche solo un barlume di speranza non lo faresti.
- Ecco, non so, non sono sicuro. Cioè, non sempre e comunque...
La Sorella tace qualche istante, poi chiede.
- Tu a che cosa pensavi?
- Penso, direi l'impazienza. Penso che contraddistingua ogni suicida. Un suicida in certo senso, tutto sommato, è sempre un impaziente.
- Mah, secondo me è più la disperazione, almeno la maggior parte delle volte.
- Sì, sì, ok, ma intendo, c'è sempre una componente di impazienza. Della serie, aspetta di vedere come va a finire, che fretta hai di sapere che cosa c'è?
- Hai presente quella sensazione, quando sei sul binario e passa un treno in transito...
- Sì, è come essere a un passo dall'infinito.. Ma proprio per questo dico: che fretta c'è?
Ancora qualche minuto, finché il treno non arriva ad una minuscola stazioncina sperduta, e si ferma nuovamente.
Il cliché si ripete, la Meridionale si lamenta, il Barbone Filosofo tenta di confortarla, la Snob si alza, irritata e irritabile.
Passano altri minuti, il clima si scalda nonostante il condizionatore a palla; anche una Straniera, una donna probabilmente africana, si alza avvicinandosi allo scompartimento centrale, mentre dall'altra parte si avvicina il giovane Controllore, sempre più in imbarazzo e agitato. In un attimo viene sommerso dalle domande.
- Quanto ritardo abbiamo? Quando ripartiamo? Saremo rimborsati? Perché non si riparte? Adesso che cosa succede? Le coincidenze a Bologna aspetteranno?
- Non lo so, non dipende da me, non dipende da noi. Ripartiremo quando verranno fatti i controlli, più avanti, quando la strada sarà liberata. Le coincidenze no, non aspettano un ora e mezza, se sono dieci minuti sì, ma non un ora.
La Snob interviene, sempre più caustica.
- Ma perché non si può passare?
- Signora, ci sono i pezzi del morto tra i due binari, il torso da una parte e le gambe dell'altra. Che cosa vuole che facciamo, ci passiamo sopra? Secondo lei l'ho spinto giù io?
- Ma almeno sapere se prenderemo le coincidenze!
- Signora, pensa che se lo sapessi non glielo direi? Pensa che sia così cattivo da tenerglielo nascosto? Le ho detto che non lo so, non dipende da noi!!
A questo punto anche la Straniera prende la parola.
- Ma che cosa è successo?
- Una persona si è buttata sotto un treno.
- Perché?
- Perché?! Eh, non aveva più voglia di vivere...
Il Fratello non riesce a trattenere una risata.

Qualche ora più tardi, il treno raggiunge la stazione di Bologna, dopo aver accumulato 90 minuti di ritardo.

Réquiem ætérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
June 30

canzone di domani

Ecco di nuovo la storia (la stessa): O.K.
scopo coi giorni a venire ma non vengo mai
volo in un mare di stelle che sono i miei guai

Della gravità non mi ricordo più
se non mi tiri giù tu in volo resterei
cercami di più e poi vedremo se
in due c'è più tempo per ridere o per piangere

Questa è la storia di me che non vengo mai
parla di me e di una serie di difficoltà
ridistribuite a una parte di società

Introducimi come piace a me
è proprio quello che a me non riesce di fare
Introducimi come non piace a te
è proprio quello che a te non riesce di fare

Hey, penso che quanto detto è vero
(rispetto massimo per me)
Hey, penso che quanto detto è raro
(rispetto massimo per me)
Hey, penso che quanto detto è puro
(rispetto massimo per me)
April 19

Rettifico.

Qualcosa è cambiato, in meglio.

Qualcuno pensa ancora che venerdì diciassette porti male?
April 04

Lumaca.

Il simile attira il simile.
E' anche così che ho conosciuto alcune delle persone che ora hanno una qualche importanza nella mia vita. Lasciando pezzetti di me, in un blog, in una lettera, in una canzone; in un discorso lanciato per caso, in un'esperienza vissuta per sbaglio, in una vicinanza temporanea ma forzata.
Vivendo, lascio tracce, come una lumaca sbavo parte di me stesso dove passo, a testimoniare non solo il passaggio, ma anche la presenza: ci sono.
E quando qualcuno, per un qualche motivo, passa vicino a quella traccia, può notarla. Può esserne incuriosito. Può decidere di darci un'occhiata. Può decidere di interessarsi. Potrebbe piacergli. Potrebbe anche decidere di fermarsi per un po'. E magari, potrebbe decidere di restare fino alla fine.

10'000'000 sono passati.
1'000'000 l'hanno notata.
100'000 si sono incuriositi.
10'000 hanno dato un'occhiata.
1'000 si sono interessati.
100 hanno apprezzato.
10 si sono fermati.
A n c o r a   n e s s u n a   p i ù   a   l u n g o .

Dove sei?